Intervista | Martina Tozzi (scrittrice)

Con passione e affetto, come in famiglia

Ciao! Mi chiamo Andrew, e sarò il conduttore di questa intervista! 

Oggi diamo il benvenuto ad una nuova ospite!

Siamo felicissimi di poterla accogliere nel nostro Salotto degli Artisti

Ma lasciamo che si presenti e ci racconti la sua storia…

Chi sei e da dove vieni?

Mi chiamo Martina, sono una scrittrice e sono nata a Siena; la città in cui vivo.

Quando hai iniziato a scrivere? E come nasce la tua passione?

Ti sei ispirata a qualcuno?

Scrivo da quando ho imparato a tenere in mano la penna.

Da quando ho scoperto la scrittura, ho capito che si trattava di qualcosa di cui non potevo fare a meno.

Scrivo da sempre, e sempre ho desiderato farlo.

Non sono stata ispirata da nessuno in particolare. Alla lettura, invece, sono stata ispirata da mia madre e mia sorella.

La nostra casa era piena di libri.

La tua arte è anche il tuo lavoro, oppure svolgi parallelamente un altro impiego? 

Purtroppo la mia arte non mi permette di mantenermi, però a tutti gli effetti la considero un lavoro, perché mi impegna per moltissime ore.

Ovviamente non è sempre facile conciliare i vari impegni, ma cerco di fare del mio meglio con il tempo che ho, ritagliandomi ogni giorno uno spazietto per scrivere o studiare.

Cosa raccontano gli scritti che pubblichi?

E qual è la finalità del tuo attivismo artistico?

Scrivo romanzi storici ispirati a storie vere.

Ho pubblicato tre romanzi, tra cui la biografia romanzata di Mary Shelley, intitolata “Il nido segreto” e quella delle sorelle Brontë, intitolata “Per la brughiera”.

Sono affascinata dalla storia delle donne, e dalle figure femminili intraprendenti che hanno avuto la forza di essere coraggiose nel mondo degli uomini.

Scrivo per far conoscere. Per emozionare. Per trasmettere speranza.

Rendendo nota la tua arte, quale è stata la risposta del tuo pubblico, e quali esperienze ne hai tratto?

Cambieresti qualcosa, a posteriori?

Onestamente, non mi aspettavo tutto il calore e l’affetto che ho ricevuto dalle lettrici e dai lettori.

Molte persone che hanno letto i miei romanzi mi hanno scritto di essersi riconosciute in alcuni dei personaggi, e per me questo è un complimento bellissimo.

Visto che il mercato editoriale è pieno di nuovo proposte, non pensavo che sarei riuscita così facilmente a conquistarmi un pubblico.

Sono piena di gratitudine verso le mie lettrici e i miei lettori (spesso leggendo i loro messaggi mi commuovo).

Non cambierei niente, e sono grata di tutto.

Quali sensazioni hai provato “prima e dopo”, dal tuo primissimo annuncio al pubblico?

Quanto influiscono le aspettative sui risultati?

Il mio primo libro, “L’ultima strega, non è stato praticamente pubblicizzato dalla casa editrice, Harper Collins; e neppure da me, che non ero esperta di marketing digitale.

Così, tutte le aspettative che avevo – minime – sono risultate essere eccessive.

Nessuno lo conosceva, nessuno conosceva me e nessuno lo ha letto.

Così, quando è uscito “Il nido segreto”, non pensavo che avrei ottenuto tanta attenzione.

Ero comunque emozionatissima, ed ero sicura che qualcosa sarebbe andato storto.

E dopo, quando mi sono arrivati i primi messaggi di persone che dicevano di aver amato la mia scrittura, non potevo crederci!

Quando ho annunciato l’uscita del mio terzo romanzo, “Per la brughiera”, la risposta delle lettrici e dei lettori è stata così entusiasta che mi ha travolto.

Non me lo aspettavo, e mi ha riempito di tantissima gioia. Significa che quello che scrivo rende felici le persone, e non potrei chiedere di più.

Quale riscontro hai ricevuto dai tuoi amici, parenti e conoscenti?

Hai ricevuto, da loro, supporto e sostegno?

Mia sorella e mia madre sono le mie principali sostenitrici. Mia madre mi fa pubblicità con tutte le sue amiche e con tutte le persone con cui parla.

Ho regalato delle copie solo alle mie amiche più care, e mi riempie sempre di gratitudine quando qualcuno a cui ho offerto il mio libro mi dice che ci tiene a comprarlo.

Per un’autrice, essere sostenuta con un acquisto è fondamentale.

Come hai trovato, e su quali basi hai scelto, il tuo canale di vendita?

Ho scoperto Nua Edizioni perché sono una lettrice accanita e avevo letto diversi libri molto validi da loro pubblicati.

Ho pensato di tentare inviando un mio manoscritto (anzi, due!) e sono riuscita ad attirare la loro attenzione.

Quando ho ricevuto la loro e-mail con il contratto, ero così contenta che non potevo crederci!

Conosci il concetto di Burnout?

Come si supera lo sconforto emotivo quando gli sforzi sembrano non essere ripagati?

Sì, lo conosco, e anche io ho sperimentato una certa delusione prima di essere pubblicata da Nua.

È frustrante inviare il proprio lavoro alle Case Editrici e non ricevere mai nessuna risposta: è come parlare da soli.

Non c’è una ricetta magica per superare lo sconforto, oppure – se una formula esiste – io non la conosco.

La sola cura che possiedo per tutti i malesseri è la scrittura, e così ho sempre continuato a scrivere.

Quali consigli daresti ad Autori e Autrici emergenti, che vogliono realizzare la loro prima opera e vedersi pubblicati?

Non ho consigli.

Anzi, se qualcuno vuole darne a me sono pronta ad ascoltare!

Cosa pensi del Mercato artistico italiano contemporaneo, degli autori e artisti che ne fanno parte e del pubblico al loro seguito?

Penso che le grandi case editrici non puntino molto sulla narrativa italiana, e che purtroppo in molte librerie siano a disposizione sempre gli stessi titoli.

Per chi non riesce a raggiungere la grande distribuzione non è semplice farsi notare.

Dopo essere diventata attiva su Instagram per presentare i miei libri, ho scoperto meglio il mondo del self (self-publishing, ndr.) e sono rimasta colpita da tutte le bravissime autrici e i bravissimi autori che scelgono di pubblicare attraverso
questo canale.

E cosa pensi del panorama sociale in Italia?

Credi che “l’italiano medio” sia un buon conoscitore dell’arte, oppure si potrebbe fare di meglio?

Si può sempre fare di meglio, in tutti i campi, ma sono ottimista riguardo al cosiddetto “italiano medio”.

Credo che le persone siano curiose di scoprire, e la curiosità – quando c’è – è sempre una cosa buona.

Come giudichi la burocrazia del mondo artistico?

Per un autore le spese sostenute, le imposte applicate, le royalties, le agevolazioni economiche, e tutti gli aspetti fiscali a cui badare potrebbero essere più favorevoli?

Potrebbero sicuramente essere più favorevoli.

Nel campo editoriale, gli scrittori ricevono delle royalties molto basse.

Cosa pensi dell’avanzamento tecnologico?

Temi per la tutela degli artisti umani rispetto all’intelligenza artificiale?
Oppure immagini ci
possa essere una simbiosi tra questi due mondi?

Le novità tendono sempre a spaventare, ma personalmente credo che la tecnologia possa aiutarci ad avanzare anche in ambito artistico.

Hai in cantiere altri progetti? Possiamo aspettarci nuove opere?

Sì, ho in cantiere molto altro!

Sto scrivendo una nuova opera, e presto dovrebbero esserci buone notizie per i miei lettori!

Il mio obiettivo per il futuro è continuare a scrivere e imparare.

Dove ti vedi, nella tua vita artistica, tra cinque anni da ora?

Spero di essere ancora immersa nella scrittura! 

E spero che le lettrici e i lettori continueranno ad apprezzare le mie opere.

Vorresti aggiungere ancora qualcosa, per i nostri spettatori?

Grazie del tempo che mi avete dedicato. Non smettete mai di sognare!

Grazie per questa intervista, Martina.

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