Intervista | Paolo Ferrante (scrittore)

Autore pungente, scrittore diretto, insegnante per diletto

Ciao! Mi chiamo Andrew, e sarò il conduttore di questa intervista! 

Oggi diamo il benvenuto ad un nuovo ospite!

Siamo felicissimi di poterlo accogliere nel nostro Salotto degli Artisti

Ma lasciamo che si presenti e ci racconti la sua storia…

Chi sei, e da dove vieni?

Mi chiamo Paolo Ferrante e sono un artista di Lecce.

Amo la scrittura e le arti visive.

Quando hai iniziato a scrivere e sviluppare le tue illustrazioni?

E come nasce la tua passione?

Fin da bambino mi è sempre piaciuto disegnare. 

Il mio primo approccio con la scrittura, invece, è stato a dieci anni, quando ho iniziato a scrivere racconti con la macchina da scrivere di mia madre.

Scarabocchiavo spesso sulle pagine dei libri di favole, scrivendoci sopra altre storie.

Mi sono ispirato a diversi autori; da Max Ernst a Dino Buzzati, passando per Calvino, Montale, fino a H.P. Lovecraft.

La tua arte è anche il tuo lavoro, oppure svolgi parallelamente un altro impiego?

Se sì, come concili queste vite parallele?

Sono docente d’arte nelle scuole medie, ma riesco a trovare il tempo per scrivere e per disegnare.

Lo faccio molto prima di iniziare a lavorare (spero che un giorno questa passione diventi un lavoro a tempo pieno).

Cosa raccontano i contenuti che diffondi?

E qual è la finalità del tuo attivismo artistico?

Mi piace il mistero e la vertigine che possono dare la paura, la poesia e la meraviglia.

Infatti, le mescolo spesso insieme in un vortice inedito.

Il mio desiderio è esprimere un senso di inadeguatezza di fronte all’enigma dell’Esistenza, ma anche affascinare il lettore producendo in lui un senso di attrazione verso la diversità.

Il tuo libro si preannuncia particolarmente originale.

Ce ne vuoi parlare?

Tegumenta era un libro d’artista uscito con Esperidi Edizioni nel 2013.

Era un libricino edito in poche copie numerate, e consisteva in una sorta di dizionario surreale dei sentimenti umani.

A distanza di anni ho deciso di trasformarlo per quello che era, e integrarvi anche una storia che si collegasse a questo dizionario.

Ne è uscito un romanzo fantasy (Tegumenta – Dizionario Emozionale) ambientato in una clinica misteriosa, dove i pazienti si ammalano di malattie sovrannaturali, e il direttore inizierà a catalogarle in ordine alfabetico.

Rendendo nota la tua arte, quale è stata la risposta del tuo pubblico, e quali esperienze ne hai tratto?

Cambieresti qualcosa, a posteriori?

La mia prima pubblicazione (Le Commedie del Buio, 2008) mi ha permesso di confrontarmi con un piccolo pubblico, e in base alla reazione percepita, ho capito quasi subito che volevo creare qualcosa di più dei semplici libri testo-immagine.

Il percorso che ho fatto è stato prezioso e non cambierei niente, perché mi ha permesso di arrivare al progetto di Tegumenta, e ai libri che ne verranno.

Quali sensazioni hai provato “prima e dopo”, dal tuo primissimo annuncio artistico?

Quanto influiscono le aspettative sui risultati?

Prima di ogni pubblicazione provo sempre una forte emozione di attesa piacevole, che è stata ripagata dai complimenti del pubblico, e da qualche consiglio occasionale su come migliorare.

Quale riscontro hai ricevuto, sulle tue opere, dai tuoi amici, parenti e conoscenti? Hai avuto modo di regalare loro delle copie?

La maggior parte dei miei amici ha acquistato volentieri il mio ultimo libro, e alcuni di loro lo tengono persino esposto in salotto, per quanto gli è piaciuto.

Sì, ho regalato alcune copie, soprattutto a chi mi ha aiutato a realizzare i booktrailer o mi ha semplicemente incoraggiato a finirlo, nel corso di questi anni.

Come hai trovato, e su quali basi hai scelto, il tuo canale di vendita?

Ho scoperto la Casa Editrice romana Moscabianca Edizioni nel 2019, quando ho saputo che avevano tradotto in italiano il libro illustrato The Resurrectionist, che avevo acquistato l’anno precedente.

Col passare del tempo, ho anche proposto Tegumenta ad altre Case Editrici, ma l’unica congeniale si è rivelata proprio Moscabianca, che è una realtà giovane ma attivissima e piena di risorse.

Loro hanno capito e apprezzato il mio lavoro, e mi hanno accompagnato
passo per passo dall’editing fino alla pubblicazione finale.

Vorrei sottolineare che Moscabianca è una EAP FREE: cioè non chiedono alcun contributo editoriale, cosa importante di questi tempi.

Conosci il concetto di Burnout emotivo?

Come si supera lo sconforto di non essere ricercati, quando gli sforzi sembrano non essere ripagati o le vendite non decollano?

No, è un problema che non mi sono mai posto.

Francamente, ho sempre diversificato le mie attività artistiche, e quando non pubblicavo, partecipavo a mostre d’arte con installazioni o dipinti.

Non conosco quella sensazione.

Quali consigli daresti ad Autori e Artisti emergenti, che vogliono realizzare, e rendere nota, la loro prima opera o pubblicazione?

Se sentite davvero di essere sul percorso giusto, approfonditelo.

Studiate gli altri autori e non siate mai banali o scontati.

Se invece capite di essere sul percorso sbagliato, cambiatelo. Capirlo non è facile, ma nemmeno impossibile: è sufficiente chiedervi cosa fareste se non poteste esprimervi in quel campo.

Cosa pensi del Mercato artistico italiano contemporaneo, degli autori e artisti che ne fanno parte e del pubblico al loro seguito?

Dunque, sono ancora un novellino in questo ambito, ma l’impressione generale è che si stia facendo parecchia fatica negli ultimi anni, a causa delle EAP e del Self-publishing.

Le persone leggono sempre di meno, e pretendono di pubblicare senza neanche conoscere l’editoria o la letteratura.

Inoltre, la poesia è sempre la Cenerentola di turno.

Solo l’editoria illustrata sopravvive, specie quella per bambini. Ma ripeto, sono ancora agli inizi e ancora non ho raccolto abbastanza dati per concedermi ad un’opinione completa.

E cosa pensi del panorama sociale, in Italia?

Credi che l’italiano medio sia un buon conoscitore dell’arte, oppure si potrebbe fare di meglio?

Penso che in Italia ci sia scarsa cultura.

L’italiano “medio” non vuole fruire le arti, ma esserne attore principale, in un teatrino vanesio alimentato da personaggi famosi che non voglio citare solo per evitare problemi.

Prevale soprattutto l’egocentrismo e il desiderio di realizzare se stessi infischiandosene degli altri, spesso senza averne i titoli.

L’improvvisazione è il veleno della cultura.

Come giudichi la burocrazia del mondo artistico?

Per un autore le spese sostenute, le imposte applicate, le royalties, le agevolazioni economiche, e gli aspetti fiscali a cui badare potrebbero essere più favorevoli?

Per fortuna, ho trovato un’ottima Casa Editrice che mi ha fornito un adeguato contratto editoriale, e non posso lamentarmi.

Ma sono consapevole di essere in un’oasi del deserto, e che salvo alcune piccole-medie realtà il resto del panorama è deprimente.

Proprio per questo voglio incoraggiarlo.

Quanto a tassazioni, finora non ho da ridire. A metà anno scarico tutto, royalties comprese.

Cosa pensi dell’avanzamento tecnologico?

Temi per la tutela degli artisti umani rispetto all’intelligenza artificiale?

Oppure immagini ci possa essere una simbiosi tra questi due mondi?

Ho curiosità verso il medium, ma finché non verrà regolamentato con dei paletti etici, dubito vorrò usarlo.

Mi spiego meglio: per realizzare la copertina di Tegumenta sono stato messo in guardia sul diritto d’autore, poiché nel collage vige la normativa che se l’opera originale è ancora troppo riconoscibile, si rischiano multe salatissime per violazione del copyright.

Questo però non succede per le immagini realizzate con AI, come Midjourney, che rubano a piene mani senza subire conseguenze.

Hai in cantiere altri progetti? 

Possiamo aspettarci nuove opere? Quali sono i tuoi obiettivi futuri?

Ho all’attivo almeno due progetti che stanno correndo su velocità alterne, e spesso si superano a vicenda come cavalli da corsa in una gara di ippica.

Io guardo il loro sviluppo come fossi un osservatore esterno, e non ho proprio idea di quale finirò per primo.

Posso solo dirti, e dirvi, che saranno romanzi illustrati con ambientazioni dark come Tegumenta.

Dove ti vedi, nella tua vita artistica, tra cinque anni da adesso?

Spero di aver pubblicato almeno un secondo libro.

Vorresti aggiungere ancora qualcosa, per i nostri spettatori?

Sì: leggete il mio libro.

Tegumenta – dizionario emozionale” è ordinabile dal sito dell’editore Moscabianca Edizioni, spese di spedizioni gratuite.

Grazie per questa intervista, Paolo.

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