Art. | Viaggiare

Quando il Viaggio è formazione;

È da molto che rifletto su questa idea: vivere o sopravvivere in ambienti nuovi, diversi e sconosciuti, ti insegna molte più cose rispetto a quando resti tra le tue comodità e le tue abitudini.

So che ti sembra scontato, ma per quanto la gente dica di saperlo, o averlo capito, tutta questa consapevolezza io non la vedo.

Ho viaggiato in solitaria, in compagnia, in coppia. Ogni viaggio è stato un’esperienza diversa che mi ha insegnato qualcosa di nuovo.

Il punto cardine, che è fondamentale, è quello di mantenere occhi e orecchie tesi alle novità e al cambiamento.

Per come la vedo io, essere “di mentalità aperta”, non significa prendere tutto e accettare tutto (come si vede spesso nella nostra società).

Essere “di mentalità aperta”, per me, significa rispettare ciò che ti circonda e, con moderato spirito critico, comprendere la ragione di ciò che accade.

Non fraintendermi: ho visto cose bellissime ed altrettante cose assurde. Ma la questione, in entrambi i casi, è quella di sapere quando scendere dal piedistallo delle proprie convinzioni.

Se resti fermo sulle tue idee sei una persona coerente, e questo è un nobile scopo. Ma se “restare sulle tue idee” significa non accettare che altri condividano con te le proprie considerazioni sei ancora molti passi indietro, nella vita.

La moderazione è la chiave di tutto, così come lavorare al proprio equilibrio è la giusta interpretazione di una vita serena.

Viaggiare mi ha portato in posti e realtà diversi; a confronto con culture e tradizioni travolgenti.

No, non è cenare alle 17.00 a Londra la cosa che mi ha cambiato la vita; solo perché lassù i ristoranti chiudono alle 21.00.

Ciò che mi ha stravolto la vita è stato mettere in discussione, più volte, ciò che per me era sempre stato “abitudine”.

Spostarmi mi ha permesso di scoprire un modo nuovo per gestire le cose e affrontare i problemi.

Mi ha anche permesso di apprezzare cose che avevo già, e per le quali nutrivo ormai un pacato disinteresse.

Viaggiare mi ha messo alla prova, perché prenotare un aereo o un hotel può – ormai – essere comune. Ma salire su quell’aereo, e raggiungere un hotel a mezzanotte nella periferia di Copenaghen (come mi è successo una volta), tra il buio e il freddo scandinavo, in un paese in cui si parla una lingua letteralmente “vichinga”, non è esattamente qualcosa che programmi nell’itinerario.

Puoi arrivare nel paese dei tuoi sogni, e non trovare nulla di ciò che ti aspettavi. A volte è un bene, perché trovi più cose. Altre volte è un male perché ne rimani deluso.

Ma il punto è che finché “non fai” allora “non lo saprai“. 

Conosci Star Wars? Spero di sì (te ne parlerei per ore…), ma se non hai idea di cosa sia devi sapere che in questo “universo di fantascienza” esiste un ordine di Maestri, i “Jedi“, molto simile ai samurai.

Il più anziano mentore di ognuno di loro si chiama Yoda e, tra i suoi molti metodi, insegna questo: “fare, o non fare: non c’è provare“.

Esatto!”, dico io. Fai, sbaglia e impara!

Se non fai non sbagli, e questo non è un Successo, ma la più grande sconfitta che puoi arrecare a te stesso.

Se non credi a me, allora leggi questo libro: “Le coordinate della Felicità“, di Gianluca Gotto (non saprei consigliarti di meglio su questo tema “così attuale”)

Lanciarsi in un viaggio, sia esso programmato sia esso un “salto nel vuoto”, è comunque formativo.

Abbi il coraggio di misurarti con le tue paure e i tuoi limiti, e ne uscirai rinnovato e rinvigorito.

Se non abbandoni la tua zona di comfort, tra relax e abitudini “piatte”, quale senso stai dando alla tua vita?

Con i miei viaggi ho capito cosa volevo per me, ho scoperto cosa non funzionava e cosa dovevo cambiare. Ho scoperto strumenti tecnologici utili a facilitarmi l’esistenza, e ho compreso come introdurre nella mia vita una routine più sana e lineare.

Ma – te lo ripeto – è scontrandoti con le domande che ti poni da tempo che puoi davvero ottenere qualcosa di tangibile.

Smetti di attendere “momenti migliori” o, peggio, “momenti perfetti”. Se avverti una nuova sensazione, il tuo compito deve diventare quello di perseguirla e scoprirla.

Trova la forza e il coraggio di metterti in gioco, e fallo senza provare a intuire l’esito di come sarà.

Lascia spazio al piacevole mistero dell’incertezza, perché pianificare ogni cosa non ti sarà sempre un fattore alleato.

Buttati verso un’idea, e accorgiti di cosa può diventare. Non immagini quante cose ti aspettano e che ancora non conosci.

Parlo del mondo, ma parlo anche di te.

Buon viaggio!

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