Art. | Dedizione

Un filo sottile tra Perseveranza e Ossessione

Se la grandezza fosse comune, allora tutti saremmo grandi. La grandezza, però, è una cosa che raggiungono in pochi. Ed è un bene, altrimenti non assumerebbe il valore che le attribuiamo“.

Così diceva Kobe Bryant, nel suo libro “The Mamba Mentality“, in cui raccontava al lettore il valore del sacrificio dietro ad ogni successo; sotto diversi punti di vista.

La dedizione, cioè persistere attivamente in ciò che facciamo, non sarebbe nulla senza passione.

Se non avessimo un obiettivo chiaro di fronte a noi, alla fine del percorso che abbiamo scelto di intraprendere, che cosa – dunque – ci farebbe sentire vivi?

Cadere nella tentazione di lusinghe effimere è facile!

Quante persone, dopo mesi e anni di sforzi, cedono il passo alla sete di fama e ricchezza, anziché perseguire la propria passione e i propri talenti?

La questione è che, sovente, il nostro cervello si comporta in maniera subdola: più passa il tempo e più i nostri pensieri vengono influenzati in maniera diversa.

La nostra mente, a volte,  può tradirci; e può fuorviarci, allontanandoci da buone idee e buoni propositi.

Se smarrisci i tuoi valori smarrisci te stesso. 

E lo so (lo capisco), quanto sia difficile – dopo tanto e tanto tempo – immaginare di essere finalmente arrivati in meta senza, però, aver effettivamente raggiunto il traguardo.

Ma sai cosa ho imparato da questo? Ho imparato che perdere se stessi mentre si perseguono i PROPRI obiettivi significa aver lasciato che altri stabilissero quali fossero; o quali dovessero essere.

Se ti rimetti al giudizio degli altri otterrai esattamente quello che gli altri vogliono, e che si aspettano.

Ma chiedi a te stesso: “cosa voglio per me?“, “cosa voglio da me?”, “perché lo sto facendo?“.

Quando ti poni questo tipo di domande, ed hai il coraggio di rispondere sinceramente a ciò che affronti, allora è in quel momento che puoi trovare le tue risposte.

Se la prima cosa che pensi davanti ad un insuccesso, o un fallimento personale, è “cosa penseranno gli altri?” stai sbagliando.

Accetta le critiche, ma pretendi rispetto da chi ha la pretesa di muoverle nei tuoi confronti.

Riconoscere i propri limiti è il primo passo per affrontarli, e superarli.

Bisogna quindi smettere di dubitare di se stessi. Bisogna, al contrario, imparare a credere anche quando nessuno lo fa.

E no, nessuno lo farà al posto tuo.

Potrai trovare davvero moltissime persone pronte sia a capirti sia a supportarti, ma il viaggio dovrai intraprenderlo da solo.

E questo è un bene, perché non impari nulla dalle vittorie: è dalle difficoltà e dalle sconfitte che impari davvero chi sei.

E se vuoi scoprire quanto sono larghe e forti le tue spalle, allora accetta l’incertezza della vita coltivando – per quanto possibile – un equilibrio tra ciò che fai e ciò che vuoi.

Sii sincero con te stesso, e ammetti quanto davvero ti stai impegnando verso i tuoi obiettivi.

E sii amorevole con te stesso, perché non ottieni nulla svilendoti, né giudicandoti inetto o incapace. Sii rispettoso verso te stesso, e umile nel tuo giudizio.

Lavora su un equilibrio costante in grado di orientarti tra serenità e ambizione.

E ricorda quanta strada hai già fatto! Ricordarlo, soprattutto, quando lo hai dimenticato.

Soffrire per un risultato, o per un traguardo che sembra non giungere mai, non è negativo. Significa, anzi, che stai dando il giusto valore a ciò che fai e a ciò che scegli.

Di contro, disciplina la tua mente a reagire: non lasciare che i cattivi pensieri abbiano la meglio.

Immagina la tua mente come un corridoio pieno di porte stagne. Ogni porta trattiene dell’acqua in un’anticamera separata dalle altre.

Se apri una porta, la forza dell’acqua potrebbe travolgerti. Impara quindi un metodo in grado di scomporre quella forze, affinché – a poco a poco – sia fonte di energia per il fiume di idee che vuoi realizzare.

E che non sia una forza in grado di spezzare gli argini che hai così duramente costruito.

Aristotele diceva: “il filosofo è architetto delle sue idee.

Ed è qui che io ti invito a riflettere. Sii anzitutto architetto della tua vita, e impara ad essere un costruttore umile.

Se sarai diligente, e capace di applicarti con criterio, allora perseguirai la giusta strada. E ti ritroverai, infine, a raccogliere i frutti che hai tanto aspettato.

Ricordi cosa diceva Kobe sulla Grandezza? Sii paziente, perché se tutto arrivasse con uno schiocco delle dita non avrebbe valore, né durerebbe poi così tanto.

Sii paziente, custodisci la tua passione, migliora la tua competenza. 

E ancora, apprezza la fatica quanto apprezzeresti il risultato.

Coltiva te stesso, e raggiungerai virtuosamente ogni cosa.

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