Intervista | Melania Fusconi (scrittrice)

Una Presidente assai prolifica

Ciao! Mi chiamo Andrew, e sarò il conduttore di questa intervista! 

Oggi diamo il benvenuto ad una nuova ospite!

Siamo felicissimi di poterla accogliere nel nostro Salotto degli Artisti

Ma lasciamo che si presenti e ci racconti la sua storia…

Chi sei e da dove vieni?

Salve a tutti, mi chiamo Melania Fusconi, sono nata a Ravenna nel Maggio del 1985, e si può dire che io sia nata con penna e matita in mano.

Ho frequentato il Liceo Artistico di Ravenna, dove la storia di Alhena ha preso forma in vista della realizzazione di un fumetto.

Ho frequentato poi l’Accademia di Belle Arti a Rimini dove ho sperimentato l’arte, della grafica a computer.

Nel 2013 decido di riprendere la storia del fumetto per farne un libro; le copertine sono anch’esse una mia creazione grafica.

I Cimeli Ancestrali”, “La Viaggiatrice” e “Le origini” sono tre volumi di una serie che deve essere ancora terminata. Attualmente, oltre ad essere scrittrice e disegnatrice nel tempo libero, sono anche moglie, mamma di una bellissima bambina e Presidente di una società che si occupa di informatica.

Quando hai iniziato a scrivere? E come nasce la tua passione?

Ti sei ispirata a qualcuno?

L’arte del disegno scorre nelle mie vene da quando sono nata ed è stata mia madre ad insegnarmi e a spronarmi a migliorare le mie tecniche; mentre ho iniziato a scrivere solo dopo aver letto tanti, tanti ma tanti fumetti e libri prettamente di genere fantasy.

Ho una fervida immaginazione, qualità che ho sempre avuto e che solo da qualche tempo ho sentito il bisogno di esternare.

Condividere ciò che nasce dalla mia fantasia mi fa stare bene e sapere che c’è chi apprezza il  mio operato mi rende molto felice e fiera delle mie fatiche, perché scrivere ciò che si ha chiaro in testa non è mai facile, e la mia super editor, Silva
Ganzitti, ne sa qualcosa e mi è stata di molto aiuto.

Ho amato alcuni libri di Italo Calvino: “Il cavaliere inesistente” è il mio preferito. Mi sono appassionata a Tolkien e ho amato qualche saga di Licia Troisi e di George R. R. Martin.

Poi la mia amica, anche lei scrittrice, Silvia Banzola, mi ha spronato molto; è grazie a lei se ho preso coraggio di proporre la mia opera all’Editore di Tabula Fati di Chieti, il Sig. Marco Solfanelli.

La tua arte è anche il tuo lavoro, oppure svolgi parallelamente un altro impiego? 

Come accennato, sono la Presidente di una società, una moglie e una madre, ma riesco sempre a trovare il tempo per le mie passioni, scrittura e disegno faranno sempre parte della mia vita.

Cosa racconta i contenuti che pubblichi e diffondi?

Qual è la finalità del tuo attivismo artistico?

La storia della saga di Leggendra è ambientata in un mondo fantastico in cui, però, possono accadere situazioni di tutti i giorni, come anche la violenza sulle donne.

Nel secondo libro, infatti, tocco questo argomento ma non perché io lo abbia
inserito a forza, ma perché, purtroppo, dovevo inserire un personaggio che la protagonista avrebbe odiato e voluto eliminare con tutte le sue forze: e così è stato.

Alhena è una ragazzina di 17 anni, sicura di sé ma anche molto testarda e a volte anche troppo avventata e sprezzante del pericolo; solo lungo il viaggio che si troverà ad intraprendere avrà modo di crescere e prendere maggiore coscienza di sé e degli altri. Le capiteranno situazioni in cui le sue decisioni avranno una grande responsabilità.

Quello che cerco di dire nelle mie storie è che senza valori non si è nulla, senza valori si perde la strada, e anche la propria umanità.

La storia di Alhena nasce per la rappresentazione a fumetti e durante il passaggio alla scrittura del libro ha subito molti cambiamenti, e al momento si compone di tre volumi: “Le anime di Leggendra – I Cimeli Ancestrali”, “Le anime di Leggendra – La Viaggiatrice” e “Le anime di Leggendra – Le Origini”, il quarto libro è attualmente in stesura e uscirà nel corso del 2024.

Il genere è fantasy, ma è stato definito da un mio collega e amico, Vittorio Piccirillo, come un techno-fantasy, perché appunto non è solo un fantasy, e penso che gli si addica molto.

La storia ha infatti una trama molto intricata, si parla di Pianeti e di poteri antichi e misteriosi, è pieno di azione, colpi di scena, suspense e amore, tutto ciò che tiene il lettore incollato alla pagina insomma. Come dicevo, i personaggi hanno preso forma su un foglio da disegno e Alhena, la protagonista, è stato il primo a nascere dalla mia fantasia, e la troviamo rappresentata nella copertina del primo volume, “I Cimeli Ancestrali”.

Chi è Alhena? Alhena è una giovane 17enne dalle grandi qualità alle quali se ne aggiungeranno altre lungo il suo cammino, e la verità sul suo passato la renderà maggiormente consapevole di quello che sarà capace di fare.

Ed è proprio mentre cerca indizi sulla sua famiglia che Alhena viene sorpresa da visioni di un passato che non ricorda, ma al quale sa di appartenere.

La sua storia inizia all’interno del Villaggio Celato, luogo protetto da una barriera magica che una notte si solleva all’improvviso in sua presenza.

Quella notte Alhena salva il giovane Valdrigue, un apprendista della Setta degli Alchemici che è alla ricerca dei Cimeli Ancestrali, cinque potenti poteri legati a una Profezia di cui fanno parte anche tre figure: il Certare, il Custode e il Paladino e quando Alhena scopre di essere il Cercatore, tutto cambia.

Alhena è un’ottima spadaccina e desidera diventare un soldato del Regno di Lilium, ma il suo destino da Predestinato la condurrà altrove. Sulla sua strada incontrerà altri personaggi come Hayden, un soldato di ventura dalla dubbia lealtà e legato a un patto di sangue a qualcuno di molto potente che Alhena cercherà di scoprirne l’identità.

Con Hayden ha un rapporto di amore e odio ma sarà al suo fianco in numerose battaglie, lo troveremo raffigurato nella copertina del secondo volume,
La Viaggiatrice”.

In questo volume Alhena si trova in veste di spia nel castello nemico. Le visioni si intensificano sorprendendola anche nella veglia e sarà solo dopo l’incontro con un predone, Lucius Frey, e un Drago meccanico, Castalio, che comincerà a comprendere chi lei sia davvero.

Il ritrovamento dei Cimeli Ancestrali continua con prove che metteranno a rischio la sua vita e ne “Le origini” il passato di Alhena viene confermato.

Qualcuno tradirà e fra nuove sfide, nuove conoscenze, cavalcature di cristallo e individui dai poteri oscuri, Alhena diventerà consapevole che i Cimeli Ancestrali sono il lascito di potenti creature, i Creatori.

Ho scritto questa saga tenendo presente il pubblico young adults, ma il romanzo è adatto a tutti. Alhena sta cercando di combattere l’inferno che la circonda, ha dei valori a cui aggrapparsi e dei pilastri ai quali sostenersi.

Rendendo nota la tua arte, quale è stata la risposta del tuo pubblico, e quali esperienze ne hai tratto?

Cambieresti qualcosa, a posteriori?

Sono stata in diverse fiere del settore editoriale e devo dire che ho trovato lettori che si sono subito appassionati alla trama della mia saga.

Mi piace parlare con i miei lettori. Quando li rincontro passo sempre un po’ di tempo a parlare con loro, mi piace molto sapere cosa pensano del mio operato e quando mi raccontano che tipo di sensazioni hanno provato nelle letture ne rimango sempre meravigliata, è davvero incredibile sapere che le emozioni che ho provato io nello scrivere la storia sono state provate anche da loro.

Non cambierei niente, sento di aver trasmesso ciò che volevo trasmettere e ne sono molto felice.

Quali sensazioni hai provato “prima e dopo”, dal tuo primissimo annuncio al pubblico?

Quanto influiscono le aspettative sui risultati?

Sapere che la mia opera sarebbe diventata reale, da toccare e sfogliare è stata un’emozione grandissima, non nascondo di aver versato qualche lacrima di gioia perché è stato un lungo e appassionato percorso.

Le aspettative sono sempre molto alte, penso che sia normale, ho avuto molti risultati positivi, soprattutto nelle fiere di settore, ma anche qualche delusione.
Purtroppo il genere fantasy è ancora un po’ sottovalutato secondo me, ma io non mollo l’idea di farmi e fare conoscere le mie opere perché penso che a tutti vada data una possibilità.

Quale riscontro hai ricevuto dai tuoi amici, parenti e conoscenti?

Hai ricevuto, da loro, supporto e sostegno?

Sono stati tutti molto entusiasti e hanno presenziato a molte delle mie presentazioni.

Mi hanno sempre sostenuta, mio marito in particolar modo, perché ogni volta che avevo il blocco dello scrittore mi aiutava a sbloccarmi e a farmi ripartire con l’entusiasmo.

Di copie ne ho regalate poche perché praticamente tutti hanno voluto contribuire.

Come hai trovato, e su quali basi hai scelto, il tuo canale di vendita?

Conobbi il mio editore nel 2018 a Stranimondi, una fiera che si tiene ogni anno a Milano nel mese di Ottobre, un evento dedicato al genere fantasy e a quello del fantastico.

Dell’editore, Marco Solfanelli della Tabula Fati di Chieti, me ne aveva parlato una mia cara amica, scrittrice anche lei.

Per incontrarlo feci un viaggio di andata e ritorno per Milano da sola e il primo capitolo della saga venne pubblicato nel 2019, l’anno dopo.

Scelsi un editore perché credo che un buon libro debba essere preso in visione e curato da mani esperte prima di essere pubblicato e mi sento di consigliarlo a chiunque voglia vedere scritto e stampato il proprio operato.

Conosci il concetto di Burnout?

Come si supera lo sconforto emotivo quando gli sforzi sembrano non essere ripagati?

Non bisogna mai farsi prendere dallo sconforto, anzi, bisogna prendere in mano la situazione e cercare di migliorarla.

Io cerco, almeno due volte l’anno, di organizzare presentazioni dei libri che ho scritto, e almeno tre volte l’anno presenzio alle manifestazioni del settore libri, le più importanti a cui cerco sempre di partecipare sono: Il salone del libro a Torino, La Festa dell’Unicorno a Vinci e Stranimondi a Milano.

Per cogliere i frutti bisogna saper attendere.

Quali consigli daresti ad Autori e Artisti emergenti, che vogliono realizzare e rendere nota la loro prima opera o pubblicazione?

Consiglierei loro di scrivere la storia che hanno in mente e di proporla a tanti editori, perché se si ha qualcosa da dire deve essere poi letto da tutti.

Cosa pensi del Mercato artistico italiano contemporaneo, degli autori e artisti che ne fanno parte e del pubblico al loro seguito?

Penso che bisognerebbe riaccendere la fiamma della conoscenza a partire dalle scuole, perché al giorno d’oggi Internet sta avendo un effetto negativo soprattutto sul pubblico giovane.

Penso che bisognerebbe fare un passo indietro e godersi con i cinque sensi tutto ciò che gli artisti hanno da offrire.

Magari fare un passo indietro ci farà scoprire un futuro migliore.

E cosa pensi del panorama sociale in Italia?

Credi che “l’italiano medio” sia un buon conoscitore dell’arte, oppure si potrebbe fare di meglio?

Il mondo del web ha allontanato molto le persone dalla realtà, ha un bel potenziale ma negli ultimi anni lo si sta usando in maniera sbagliata secondo me.

Quando sono in un locale, tra amici, noto subito la differenza tra noi e magari un gruppo di giovani che passano tutto il loro tempo con il capo chino sugli smartphone, e questa cosa mi mette molta tristezza.

Sicuramente l’ambito scolastico potrebbe fare di più, dovrebbe portare più creatività nelle menti dei giovani che un giorno avranno in mano il loro e il futuro dei più piccoli.

L’arte dà un valore aggiunto all’essere umano, sensibilizza le menti, fa provare emozioni ed è questo che serve per creare un futuro migliore, serve curiosità e desiderio di evolversi, arricchendo sempre più l’animo umano.

Come giudichi la burocrazia del mondo artistico?

Per un autore le spese sostenute, le imposte applicate, le royalties, le agevolazioni economiche, e tutti gli aspetti fiscali a cui badare potrebbero essere più favorevoli?

Nel mio caso devo dire che non si vive di sola scrittura, conosco poco le dinamiche dell’editoria ma vedo che non c’è molto ritorno, parlo in qualità di autrice, però per me non ha molta importanza il lato economico perché la soddisfazione di vedere i miei libri nelle librerie e negli scaffali delle biblioteche non ha prezzo.

Cosa pensi dell’avanzamento tecnologico?

Temi per la tutela degli artisti umani rispetto all’intelligenza artificiale?
Oppure immagini ci
possa essere una simbiosi tra questi due mondi?

Penso che se la tecnologia venisse applicata in maniera corretta alle abitudini umane non dovrebbe creare molti danni.

Nel campo medico aiuta già moltissimo, nel campo artistico può sì migliorare la qualità delle opere, ma per me un’opera d’arte rimane sempre e solo quella fatta a mano.

Nel campo letterario poi, non penso che ci saranno tanti scontri, la mente umana non si può replicare perché quello che differenzia l’uomo dalle macchine resterà sempre l’anima.

Hai in cantiere altri progetti? Possiamo aspettarci nuove opere?

Dove ti vedi, nella tua vita artistica, tra cinque anni da adesso?

Finita la saga di Leggendra avrei altre due storie da portare su carta, due storie che non seguono le orme di Leggendra, e penso proprio che una volta terminata la storia di Alhena passerò a una delle altre due protagoniste, perché è sempre di giovani donne temerarie che si parla.

Non ho obiettivi da raggiungere, so cosa voglio dal mio futuro e so dove sto andando, ma preferisco non avere troppi obiettivi da raggiungere, anche perché spesso sono gli obiettivi a raggiungere la mia fantasia. 

Per ora mi limito a seguire il sentiero del mio destino cercando di vivere appieno ogni giorno.

Vorresti aggiungere ancora qualcosa, per i nostri spettatori?

Per adesso li invito su Leggendra, venite a scoprire cosa vi attende nel mondo che ho creato per le vostre menti, un mondo dove tutto non è come sembra e dove il coraggio di pochi può fare la differenza per molti.

Leggendra vi accoglierà tra le sue caleidoscopiche città, le creature che lo popolano vi faranno appassionare e quando il vostro viaggio sarà finito vi sembrerà di averlo visitato veramente insieme ad Alhena e a tutti gli altri personaggi.

E se vorrete scrivermi cosa ne pensate del mio operato, vi invito a seguirmi e a scrivermi su Instagram.

Vi aspetto!

Grazie per questa intervista, Melania.

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