Intervista | Avido Alchimista (doppiatore)

Una Voce fuori dal coro

Ciao! Mi chiamo Andrew, e sarò il conduttore di questa intervista! 

Oggi diamo il benvenuto ad un nuovo ospite!

Siamo felicissimi di poterlo accogliere nel nostro Salotto degli Artisti

Ma lasciamo che si presenti e ci racconti la sua storia…

Chi sei, e da dove vieni?

Ciao, sono Riccardo (in arte Avido Alchimista) e vengo dalla provincia di Modena.

Quando hai iniziato a doppiare?

E come nasce questa tua passione?

Ho iniziato il mio percorso nel mondo dell’Audiolibro, e della Narrazione in senso più generale, nel 2020.

Sono stato ispirato dai grandi nomi del doppiaggio, in quanto ho sempre voluto far parte di quel mondo.

Ho studiato dizione e doppiaggio per un paio d’anni con una famosa doppiatrice italiana, per poi entrare in collisione con il mondo dell’audiolibro; ne sono rimasto stregato!

La tua arte è anche il tuo lavoro, oppure svolgi parallelamente un altro impiego?

Se sì, come concili queste vite parallele?

Ad oggi la mia arte (se così si può dire) non è ancora il mio lavoro principale, anche se punto a farla diventare tale; ora, purtroppo, sono costretto a lavorare come dipendente presso un’azienda chimica.

E qual è la finalità del tuo attivismo artistico?

La mia attività nel campo dell’audiolibro offre un servizio principalmente ludico, ma anche culturale.

Certamente i libri in formato Audio sono molto digeribili per chi – magari – è curioso, ma non ha voglia di leggere oppure è condizionato da difficoltà a riguardo.

Rendendo nota la tua arte, quale è stata la risposta del tuo pubblico, e quali esperienze ne hai tratto?

Cambieresti qualcosa, a posteriori?

Il mio lavoro ha avuto una lenta crescita, ma costantemente proporzionale.

Ho sempre ricevuto tanti incoraggiamenti dai miei fan, per quanto siano ancora pochi; e anche dalle persone intorno a me.

Vorrei poter dire che non cambierei nulla, ma non è così: in realtà, vorrei aver creduto in me stesso fin da subito, e così come faccio ora.

Quali sensazioni hai provato “prima e dopo”, dal tuo primissimo annuncio artistico?

Quanto influiscono le aspettative sui risultati?

Non saprei rispondere a questa domanda, se non dicendo che ho smesso – nel tempo – di avere aspettative.

Ho trovato grande riscontro, invece, in prodotti sui quali non avrei mai pensato sarebbe stato utile investire e, viceversa, poco riguardo alle narrazioni (che, per quel che credevo, avrebbero fatto il botto).

Conosci il concetto di Burnout emotivo?

Come si supera la sensazione di non vedere i propri sforzi ripagati?

Sì, conosco questa definizione.

E conosco bene anche la sensazione di non vedere i propri sforzi ripagati, ma nel tempo ho capito che in realtà è proprio questo: una sensazione.

Non esiste in nessuna formula, o realtà, un impegno vero che non dia risultati; seppur possano apparire “piccoli”.

Bisogna lasciare andare, e non controllare morbosamente i risultati. Ogni tanto, se ci si impegna a testa bassa, basta alzare lo sguardo per accorgersi della strada percorsa.

Ed è sorprendente vedere quanta ne abbiamo fatta, a discapito della percezione di non essersi mossi.

Quali consigli daresti ad Autori e Artisti emergenti, che vogliono rendere nota la loro arte per la prima volta?

Il mio consiglio è di non essere troppo perfezionisti all’inizio, ma iniziare a fare. Punto.

Eventualmente, accartocciando e rifacendo mille volte le cose. Ma non state in camera vostra ad aspettare che la vostra arte sia perfetta, perché lo è già. Solo mettendovi in gioco potrete accrescerla, e crescere voi stessi.

Cosa pensi del Mercato artistico italiano contemporaneo, degli autori e artisti che ne fanno parte e del pubblico al loro seguito?

Credo che il mercato artistico italiano vada aggredito al collo; purtroppo sono convinto che la differenza tra chi lavora e chi no stia per il 30% nel talento e un 70% nell’attitudine dell’artista.

E cosa pensi del panorama sociale, in Italia?

Credi che l’italiano medio sia un buon conoscitore dell’arte, oppure si potrebbe fare di meglio?

Sicuramente l’italiano medio non è un grande conoscitore dell’arte.

Si può sicuramente fare di meglio.

Cosa pensi dell’avanzamento tecnologico?

Temi per la tutela degli artisti umani rispetto all’intelligenza artificiale?

Oppure immagini ci possa essere una simbiosi tra questi due mondi?

Io credo che l’avanzamento tecnologico abbia sempre spaventato.

In ogni sua fase il punto è non anchilosarsi ed essere fluidi, provare a crescere con questa tecnologia e farne uno strumento più potente per le nostre creazioni.

Dove ti vedi, nella tua vita artistica, tra cinque anni da adesso?

Io? Tra cinque anni mi vedo indaffarato e nel pieno della mia attività artistica.

So che succederà, in un modo o nell’altro, anche perché non smetterò di crederci.

Vorresti aggiungere ancora qualcosa, per i nostri spettatori?

Certo, agli spettatori faccio semplicemente un appello ad ascoltare più audiolibri!

Ciao a tutti, e grazie di cuore.

Grazie per questa intervista, Riccardo.

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