Art. | “Amici amici”… poi?

Perché creare una cerchia di conoscenze sana
è fondamentale per la tua crescita

Sai qual è il tuo, il mio, il nostro problema?

Le nostre origini ancestrali.

“A cosa ti riferisci, Andrew?”

Mi riferisco alle origini dei nostri antenati più remoti, quelli vissuti nella Preistoria.

Hai presente il bisogno di approvazione che per molto tempo ti ha fatto soffrire?

No? Be’, in realtà, se ci pensi un attimo lo puoi riconoscere.

Ricordi tutte quelle volte in cui hai detto a qualcuno “se hai bisogno ci sono“, “scrivimi quando vuoi“, “dimmi tu quando ci sei“, ricordi?

Ecco. Quello che hai fatto (per te qualcosa di spontaneo, onesto e genuino) per altri può aver significato questo: per loro ci sei sempre quando hanno bisogno.

Ed è bellissimo, ma devo fermarti subito.

Questo concetto non significa che gli altri, nelle loro difficoltà, sapranno di poter contare su di te.

Anzi, non sarà così.

Questo, per loro, significa che ad ogni capriccio o lamentela che avranno per la testa tu sarai le orecchie a cui sussurrarla. 

E sarai la bocca da cui si aspetteranno debbano uscire parole di amore, affetto e comprensione.

Intanto, sai cosa accadrà a te?

Accadrà presto che quando sarai tu in difficoltà le persone ti diranno che “ti lamenti sempre“, o che “vedi i tuoi problemi in maniera troppo grande“.

Non troverai persone a cui affidarti davvero, e con cui confidarti, contro le tue difficoltà.

Sì, se non te ne fossi accorto le persone sono egoiste.

E spesso senza rendersene conto (forse…).

Ciò a cui mi riferivo inizialmente, cioè “il problema è nelle nostre origini“, si allaccia perfettamente a questo scenario.

Un tempo, i nostri antenati erano divisi in tribù e per diventare parte di essa succedevano poche cose specifiche:

Si doveva essere accettati, si sceglieva un Leader e si dovevano dimostrare costantemente il proprio valore e la propria utilità per non essere allontanati.

Vedi, questo concetto è tanto vecchio quanto non-superato.

Oggi, in altre modalità, siamo vittima di quel “bisogno”.

Cioè di voler far parte di un conglomerato che ci piace, o che ci dà sicurezza, solo per paura di essere lasciati indietro o… fuori dalla tribù.

Cosa fare, dunque, per superare questo scoglio psicologico?

La prima cosa da fare è questa: sii selettivo.

L’amico di tutti è l’amico di nessuno“, diceva Aristotele (allievo, per altro, dello stesso Socrate).

Dunque seleziona le persone che intendi portare nella tua vita.

Non si tratta di essere egocentrici, ma di essere pragmatici; e avere criterio.

Perché dovresti voler frequentare persone che vanno sempre in discoteca, e fanno tardi la notte, quando (forse) sei una persona che ama viaggiare e svegliarsi presto per lanciarsi in qualche escursione in montagna?

Smetti di farti carico delle pressioni o delle ambizioni altrui.

Non sei responsabile per loro o per le loro scelte.

I loro fallimenti e successi devono restare tali, così come i tuoi.

Vuoi continuare a vivere assecondando le aspettative degli altri?
Resterai l’unico realmente insoddisfatto!

Se non dai valore a te stesso gli altri non lo faranno al posto tuo, nei tuoi confronti.

Trova quindi persone che condividano i tuoi interessi.
Sì, è ragionevole.

Ma sappi trovare – anche – persone che, con idee sane, non la pensino come te.

Il confronto con loro, e con le loro maniere “diverse dalle tue”, può insegnarti molto e può farti crescere.

Se cerchi una relazione, un’amicizia o un posto perfetti, allora sei ancora vittima di qualche sogno infantile.

Te lo dico subito: nulla di tutto questo esiste.

Perché ogni cosa bella si costruisce con tempo, impegno e dedizione.

Questo vale per i rapporti sociali, per gli obiettivi professionali e per gli obiettivi di vita. Sii umile quando rifletti su questo.

Difendi la tua identità per non cedere ad altri il diritto di dire, a te, cosa puoi fare o cosa puoi essere.

Non sarai né il primo né l’ultimo ad accorgertene. Credimi. Ma se non io, allora lascerò che sia Platone a convincerti con il suo trattato filosofico, Repubblica.

Non sei superiore a nessuno, ma non sei neppure inferiore a qualcuno.
Ricorda entrambi i concetti.

Conserva l’umiltà morale di voler imparare sempre da ciò che fai, da ciò che vedi e da ciò che senti.

Il confronto con gli altri ti sarà utile, e ti darà molte più risposte di quelle che immagini.

Sii propositivo, votandoti al dialogo senza temere che qualcuno giudichi le tue idee o le tue intenzioni.

Chi ti giudicherà, infatti, potrebbe portarti a dubitare di te stesso.

Senza lasciarti sopraffare, accetta semplicemente che altri non la pensino esattamente come te. Questo si dice “crescere”.

I giudizi non sempre sono onesti, ma ti saranno utili a pesare le persone che ti circondano e quelle che hai di fronte.

Oltre queste interazioni, ricorda di non perdere fiducia in te stesso. E se senti il bisogno di cambiare aria… allora fallo!

Fidati del tuo istinto, e proteggi la tua identità.

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