Diario | Manchester & Liverpool (in 3 giorni)

Cosa fare, vedere e mangiare a… Manchester & Liverpool!

Ho visitato Manchester in primavera. La città che ho trovato era frenetica ma vivibile. Il clima umido, spesso piovoso (la classica nota stonata del panorama britannico).

Ho pernottato poco fuori dal centro della città, per due notti. Nel Quartiere di West Didsbury, in un appartamento prenotato con AirBnb.

Ora ti racconterò la mia esperienza e i posti che ho visitato (e che potenzialmente potresti visitare e raggiungere anche tu in un intervallo di tempo così ristretto).

Ci tengo a ricordarti che Manchester si trova in Inghilterra, quindi nel Regno Unito: per entrare nel paese ti occorre avere un Passaporto in corso di validità.

Giorno 1:

Con un volo Ryanair, di circa 1 ora e 50 minuti, ho raggiunto l’aeroporto di Manchester (l’unico che la città ospita a circa 40 minuti dal Centro); oltre al passaporto non mi è stato richiesto nessun altro documento.

Per godermi pienamente il primo giorno, ho optato per un volo in partenza da Bergamo (Orio al Serio) alle ore 5:50 del mattino. Sono sbarcato a Manchester alle ore 7:00 del mattino inglese (già, ho guadagnato un’ora grazie al Fuso; come se avessi volato per un tragitto di una sola ora).

Non appena arrivato in aeroporto, non potendo ancora accedere al mio appartamento a causa del check-in disponibile solo dalle ore 14:00, ho preso un treno che dall’aeroporto mi ha portato dritto in centro città in circa 20 minuti.

Il treno era della compagnia Transpennine Express (il biglietto era acquistabile direttamente in stazione, senza maggiorazioni del caso). In 20 minuti ero arrivato in città, alla fermata di Piccadilly Station.

Dopo aver fatto colazione al Bistrot di Ezra & Gil (sulla Hilton Street), intorno alle ore 8:00, ho gironzolato un po’ per la città cercando di familiarizzare con l’ambiente e il suo viavai quotidiano.

Con l’avvicinarsi dell’ora di pranzo mi sono diretto verso Nord, raggiungendo intorno alle 12:30 il Mackie Mayor, uno dei punti nevralgici dello street-food locale di Manchester.

Dopo un pranzo più o meno leggero, a prezzi nella media della città e degni di un vegetariano piuttosto versatile (come il sottoscritto), ho bevuto un ultimo caffè e mi sono così diretto alla John Rylands Library, in cerca di quell’atmosfera british che solo un’antica biblioteca inglese sa offrire (più simile ad una cattedrale, in verità).

Dopo aver attraverso quel labirinto così suggestivo mi sono poi diretto a ovest, verso tutt’altro panorama: quello del People History Museum.

Dopo la visita si erano ormai fatte le 16:00, e nonostante il progredire del pomeriggio c’era ancora tempo per una visita culturale. Ho quindi seguito il fiume che attraversa la città, l’Irwell, in direzione nord fino a raggiungere la Chetham’s Library (una volta lì mi sembrava di rivivere un’atmosfera in grado di mescolare l’universo Tolkeniano a quello di Harry Potter: un sogno da cui non volevo svegliarmi!

Dopo quel lungo camminare, comunque, la fame iniziava a farsi sentire e – su buon consiglio – sapevo di un posto iconico in cui avrei potuto sostare e rifocillarmi per un po’: il Central Perk di Market Street (chiaramente ispirato alla serie “Friends”).

Dopo qualche sfizio dolciario ho poi ripreso la via verso un po’ di shopping tradizionale e low-cost: quello che puoi trovare in un posticino particolare come Afflecks.

Dopo aver esaudito i miei doveri voluttuari, ho poi dirottato l’itinerario per un rapido tour del Northern Quarter, in cui risiede l’iconica Street-Art di Manchester. E dopo qualche foto, mi sono concesso una costosa – ma apprezzatissima – merenda inglese, con tanto di té e pasticcini, nelle Richmond Rooms (Tea Club). 

Ora non so quanto fosse stato probabile che sarei finito in un posto del genere; ammetto però di essere stato in compagnia – e non da solo – in quel momento.

Verso l’imbrunire, dopo un ultimo e improbabile vagabondare per il Centro, la sera incombeva con tutta la sua stanchezza. La sveglia si faceva sentire, ed era ora di fare il check-in presso l’appartamento che avevo prenotato con AirBnb.

Per la cena, trovandomi a pernottare nel West Didsbury, avevo scelto di godermi una pizza di quelle che anche noi italiani all’estero possiamo approvare: entro le 19.30 avevo già prenotato un tavolo al Proove Pizza, sulla Burton Road.

Giorno 2:

L’indomani, dopo una rapida colazione al primo pub di zona, mi ero rapidamente dal centro periferico di West Didsbury fino al centro storico di Man, raggiungendo ora la stazione centrale di autobus e treni: Victoria Station.

Qui, grazie ad una prenotazione con Trainline effettuata diverse settimane prima, con soli 20,00 euro (esatto, qui non parlo di Pounds) avevo acquistato dall’App una corsa in treno che mi avrebbe portato – e riportato in serata – a Liverpool; il tragitto avrebbe richiesta all’incirca un’oretta.

Una volta raggiunta la mia nuova città, eccomi scendere alla fermata di Lime Street (praticamente in centro).

Con lo stesso obiettivo di Man di girare totalmente a piedi, il mio itinerario prevedeva subito di raggiungere Matthew Street, e il celebre Cavern Club (storico Pub underground della Liverpool anni ’60, in cui esordirono i Beatles, e non solo…).

Per il pranzo avevo comunque previsto di spostarmi un pochetto, verso la zona della cattedraleThe Three Graces, per poi dirottare il mio tour verso l’Albert Dock e la street-art di Jamaica Street.

Da quella zona, avrei poi raggiunto facilmente la Cattedrale di Liverpool, avvicinandomi sempre più al quartiere di Chinatown (la primissima Chinatown edificata in Europa), direttamente dall’ingresso d’oro sulla Nelson Street.

Tenendo d’occhio l’orario, all’imbrunire del cielo mi sarei presto ritrovato su Bold Street per un ultimo giretto nell’iconica via dello shopping frequentava dagli scouser.

In ultimo, riavvicinandomi al centro-città, sarei tornato alla stazione di Lime Street, dove il treno delle 18:00 mi avrebbe riportato a Manchester.

Così, dopo la tradizionale oretta di tragitto, una volta approdato a Victoria Station (Manchester), e ancora al pieno delle forze, avrei bazzicato le vie limitrofe per un mini-tour esplorativo della città nella sua veste serale.

Dopo il tramonto, riavvicinandomi all’appartamento, avevo prenotato per la cena un tavolo al Folk, un altro ristorantino sulla vicina Burton Road. Dopo un piacevole ristoro sarei infine rincasato per una doccia calda e un meritato riposo.

Giorno 3:

Nessuno dovrebbe visitare Man senza passare dal suo iconico stadio: Old Trafford.

Accade così, allora, che al risveglio dopo la mia seconda notte passai da Dish & Spoon per una accogliente colazione mattutina; il fornaio, infatti, metteva a disposizione ogni mattina i classici dolci locali ed erano già due giorni – ormai – che facevo il filo a quelle delizie caserecce. 

Dopo aver caricato le batterie biologiche, mossi quindi un’ultima volta verso il Centro, da Burton Road fino a Victoria Station, deviando infine verso Old Trafford e l’innovativo quartiere del Salford Quays (o The Quays).

Intanto erano passate due orette e, nonostante la sveglia presto al netto di una rinvigorente colazione, ero pronto a salutare la città per raggiungere nuovamente l’aeroporto da cui era partito il mio tour.

Dal Salford Quays, con la metro (#underground) mi spostati dall’Imperial War Museum fino a Deansgate-Castlefield. Poi da Deansgate verso Piccadilly Station, quindi un ultimo tram diretto in aeroporto (appena in tempo per la chiusura del Gate).


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Di seguito, il video completo del mio viaggio (disponibile sul mio canale YouTube)

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